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Il Territorio: il Monastero della Santissima

Vi sono luoghi in cui tutto concorre all’armonia dell’insieme, tanto che il visitatore si sente pervaso da una forte emozione proveniente non solo da un incanto ambientale o dal fascino di un’antica struttura, ma soprattutto da uno stupore che parla al cuore. Così avviene a chi accede al “Monte della Santissima”, in realtà colle Barbisone, posto nel territorio della Franciacorta e nel Comune di Gussago, antico insediamento romano e poi longobardo.

Sulla cima del colle troneggia un complesso monumentale che diviene, per la sua posizione elevata, punto di sguardo privilegiato per quanti da Brescia si dirigono verso il lago d’Iseo. Una struttura carica di arte e di storia che durante lo scorrere dei secoli ha assunto le attuali magiche sembianze definite da merli, pinnacoli e torrette.

Alla primitiva chiesa rurale, risalente probabilmente al secolo XI e dedicata alla Santissima Trinità, si aggiungono, dal 1479, altri corpi di fabbrica: essi costituiscono quel convento che il papa Sisto IV affida ai Domenicani, detti anche Padri Predicatori. Il loro insediamento contribuisce da un lato a rendere il “Monte della Santissima” una meta assai frequentata per l’arte oratoria dei frati, per le erbe officinali coltivate e per i preziosi affreschi quattrocenteschi del pittore bresciano Paolo da Cailina il Giovane, e dall’altro ad incrementare, nei terrazzamenti attorno al colle e nei terreni circostanti, quella coltivazione della vite già presente nei periodi precedenti.

Questa attività produttiva, mantenutasi ancor oggi nonostante le vicende storiche del XVIII secolo, segnate dalla soppressione dei conventi e dagli avvicendamenti di proprietà del complesso, risulta favorita da suoli franco argillosi fertili e da una condizione microclimatica ideale per la maturazione delle uve.

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